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Il marchio del biologico italiano si avvicina

La conferenza Stato-Regioni del 5 febbraio ha raggiunto un’intesa sull’attribuzione del “Marchio Biologico Italiano”, stabilendone condizioni e modalità di assegnazione.
Il provvedimento si basa su consultazioni condotte con gli operatori del comparto e è sottoposto a notifica presso il sistema TRIS (Technical Regulations Information System), in conformità alla direttiva 2015/1535 dell’UE. Questa procedura consente alla Commissione europea di formulare eventuali rilievi prima dell’entrata in vigore definitiva della misura.

Durante la riunione, le amministrazioni regionali hanno sollecitato il MASAF ad istituire una task force per supervisionare l’impiego del marchio e promuovere azioni di comunicazione, con particolare focus sui mercati europei settentrionali.

Il marchio, di natura facoltativa, è stato introdotto nell’ambito del Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica 2024–2026 e rappresenta un complemento al logo biologico europeo. Può essere adottato da imprese biologiche certificate con strutture amministrative e produttive situate nell’Unione europea. La sua funzione primaria è accrescere la visibilità e la capacità competitiva dei prodotti biologici provenienti dall’Italia.

Il sottosegretario del MASAF responsabile del settore biologico, Luigi D’Eramo, ha evidenziato il valore strategico dell’accordo, affermando che “L’approvazione della Conferenza Stato-Regioni rappresenta un’ulteriore tappa verso uno strumento che renderà distintive le nostre produzioni d’eccellenza, fornendo ai consumatori maggiori certezze sulla provenienza delle materie prime e sulla conformità ai rigidi standard qualitativi e di sicurezza dei prodotti biologici italiani”.

Fonte: Conferenza Stato-Regioni

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