9 FEB 2021 • Webinar • La sostenibilità in agricoltura, dal biologico all’economia circolare

WEBINAR GRATUITO
9 Febbraio 2021
 • Ore 14.55 – 16.00

Bureau Veritas Italia propone un webinar gratuito per illustrare i contenuti della regolamentazione sull’agricoltura biologica. Si metteranno in evidenza alcune tematiche correlate alla sostenibilità ambientale applicata al settore agroalimentare.

Quando parliamo di cibo ci soffermiamo spesso sui modelli di produzione, con un focus sulla salute. Ma una adesione ai principi della sostenibilità non può dirsi completa se non si abbraccia anche la tutela dei principi di sostenibilità ambientale e sociale. Il webinar intende far riflettere gli attori della filiera agroalimentare in modo che esprimano questa attenzione per la sostenibilità a 360° ed esigano garanzie in tal senso dagli altri anelli della filiera. Durante il webinar verranno illustrati alcuni degli strumenti più efficaci per verificare e garantire al consumatore finale il proprio impegno nel rispetto per l’ambiente.

La partecipazione è gratuita previa iscrizione entro venerdì 5 febbraio 2021.
Ad iscrizione avvenuta saranno fornite le credenziali per accedere alla webinar room.

PROGRAMMA

14.55 Login dei partecipanti
15.00 La normativa sulle produzioni biologiche
15:20 Gli standard di certificazione del settore agricolo:
• VIVA sustainable wine
• ISO 14064 – 1
• ISO 14067
• ISCCPlus
• Economia circolare e lotta allo spreco alimentare
15.50 Domande e risposte
16.00 Logout dei partecipanti

RELATORI

Fabio Bianciardi, Sales Manager – QCertificazioni
Monica Riva, Environmental Sustainability Manager – Bureau Veritas Italia

Approvata in Commissione al Senato la proposta di legge sul biologico

E’ stata approvata all’unanimità dalla Commissione Agricoltura del Senato la proposta di legge sull’agricoltura biologica che era da due anni bloccata.

La nuova legge introdurrà le seguenti novità:

  • un marchio per il bio italiano, simbolo di prodotti bio realizzati esclusivamente con materie prime italiane,
  • ha indicato la creazione dei biodistretti, virtuosi sistemi produttivi locali esistenti solo in Italia
  • il rafforzamento della filiera biologica attraverso la promozione dell’agricoltura fra i produttori.

Leggi la notizia completa

ITA BIO: webinar su internazionalizzazione – focus CINA

Venerdì 29 gennaio è in programma – in diretta streaming – il webinar “Internazionalizzazione del BIO Made in Italy: Focus Cina” durante il quale verranno illustrate le opportunità offerte dal mercato cinese ai nostri prodotti alimentari biologici.

L’evento rientra nell’ambito delle iniziative “targate” ITA.BIO, la prima piattaforma del biologico Made In Italy con dati e informazioni utili per la promozione dei prodotti italiani sui mercati internazionali, promossa da FederBio e ICE a cura di Nomisma.

“Il carico amministrativo delle aziende biologiche”: un nuovo documento di ISMEA

Gli operatori del settore e le varie rappresentanze lamentano un carico burocratico che le aziende agricole gestiscono ormai con difficoltà e con notevoli costi, sia economici che di tempo investito per i principali adempimenti.

ISMEA ha pubblicato un documento che riepiloga tutti gli adempimenti previsti, leggi l’articolo completo.

Nomisma sull’export BIO – focus su STATI UNITI

Secondo partner commerciale per l’Italia nel Food & Beverage e primo al mondo per import agroalimentare e consumo di prodotti biologici, gli Stati Uniti rappresentano uno dei mercati più promettenti per il Bio Made in Italy. È quanto emerge dai risultati dell’analisi condotta da Nomisma e illustrata nell’ambito della presentazione di ITA.BIO, la prima piattaforma online di dati e informazioni a supporto dell’internazionalizzazione del biologico Made in Italy promossa da ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e FederBio e curata da Nomisma.

I dati e le informazioni che arricchiscono la piattaforma ITA.BIO e supportano le imprese italiane del bio che intendono esportare i propri prodotti sui mercati internazionali, derivano da diverse fonti: prima tra tutte l’indagine sulle aziende che permette ogni anno di stimare i flussi di export del bio italiano, che sfuggono ai monitoraggi dei dati di fonte istituzionale a causa della mancanza di codici doganali specifici che li distinguono dai prodotti convenzionali. L’indagine quest’anno ha coinvolto 500 imprese italiane (BIO e non BIO, esportatrici e non). 

Un altro strumento della piattaforma ITA.BIO sono le survey sul consumatore dei principali mercati di riferimento del bio, che permettono di individuare e misurare posizionamento e percezione dei nostri prodotti biologici all’estero.

Il primo focus di ITA.BIO è stato realizzato sul mercato statunitense: nella survey sul consumatore statunitense è stato analizzato un campione di 1000 persone tra i 18 e i 65 anni responsabili degli acquisti alimentari della famiglia (500 di New York e 500 tra Los Angeles e San Francisco). 

Il ruolo dell’export del BIO Made in Italy

L’export BIO registra performance molto positive, addirittura superiori a quelle dell’export agroalimentare nel suo complesso. Nel 2020, infatti, le vendite di prodotti agroalimentari italiani BIO sui mercati internazionali hanno raggiunto i 2,6 miliardi di euro, ossia l’8% in più rispetto al 2019, una crescita maggiore rispetto all’export agroalimentare nel suo complesso, che si è fermato a +3,5%. Questo significativo sviluppo è confermato anche dalla crescita di lungo periodo: l’esportazione italiana di prodotti BIO è aumentata infatti del 149% rispetto al 2010 e, nel 2019, ha rappresentato il 70% dell’export dairy, il 67% dell’export di DOP/IGP e il 38% dell’export di vino.

Promuovere i prodotti BIO all’estero: quali strumenti di comunicazione utilizzano le aziende?

Dopo aver individuato nella notorietà del brand (32%), nelle garanzie di sicurezza (31%), nella qualità organolettica (30%), nel prezzo (29%) e nell’origine italiana (25%) i principali fattori che determinano il successo di un’impresa sui mercati esteri, la ricerca Nomisma ha indagato quali siano gli strumenti di comunicazione più rilevanti e maggiormente impiegati dalle imprese BIO italiane per promuovere i propri prodotti all’estero.

Tra gli strumenti più utilizzati dalle aziende esportatrici figurano le fiere internazionali sul biologico (62%), la digital communication (48%)e gli eventi diretti agli importatori (35%). Le imprese, invece, hanno poca fiducia nella comunicazione e promozione istituzionale (14%).

Il biologico negli Stati Uniti

Con 4,6 miliardi di euro di esportazioni di prodotti Food & Beverage italiani nel 2019 (+11% rispetto al 2018), gliStati Unitirappresentano ilsecondo mercato di destinazione del nostro agroalimentare. Inoltre, secondo le imprese italiane BIO esportatrici, gli USA si posizionano al terzo posto nella top 10 dei mercati con le maggiori prospettive di crescita.
Il forte interesse per il biologico da parte degli statunitensi è confermato anche dai numeri del settore, tutti in crescita: 2 milioni di ettari coltivati secondo il metodo biologico nel 2018 (+14% rispetto al 2010) e 18.166 operatori nel comparto, aumentati del 38% dal 2010 al 2018. Con un valore di quasi 45 miliardi di euro nel 2019 (+4,6% rispetto al 2018 e +158% in confronto al 2010), gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato al consumo per prodotti alimentari BIO (oltre il 40% delle vendite mondiali nel 2018).

I consumatori di prodotti BIO negli USA

I risultati della survey di Nomisma indicano una profonda diffusione del biologico tra i consumatori statunitensi. Secondo l’analisi, quasi 9 famiglie su 10 (89%) hanno consumato un prodotto alimentare o una bevanda a marchio BIO nel 2020, quota cresciuta rispetto al 2016, quando era pari all’82%. Tra gli altri fattori che fanno degli Stati Uniti un mercato ad alto potenziale per il biologico ci sono l’elevato numero di heavy user, ossia coloro che consumano bio almeno una volta a settimana, che rappresentano il 40% del totale. La forte espansione del consumo di prodotti BIO anche al di fuori del contesto domestico: il 76% degli americani, infatti, ha consumato prodotti bio o piatti a base di ingredienti biologici anche nel canale away from home almeno una volta nell’ultimo anno.

Perché gli statunitensi scelgono il biologico e quanto pesa il marchio BIO nelle decisioni di acquisto?

Il biologico riveste un peso importante nelle scelte alimentari dei consumatori statunitensi, basti pensare che il 20% di essi ha indicato la presenza del marchio BIO tra i fattori in grado di guidare le proprie decisioni di acquisto e che il 74% ritiene il biologico un prodotto di qualità superiore rispetto agli alimenti non BIO. 
Ma quali sono, nello specifico, le motivazioni che spingono gli americani a optare per alimenti di origine biologica? Il 25% ritiene questi alimenti più sicuri per la salute, un altro 25% li considera di maggiore qualità , mentre il 22% li sceglie per salvaguardare il pianeta.

Negli acquisti BIO, inoltre, il consumatore presta attenzione ad alcuni aspetti in particolare: il 26% afferma di tenere in considerazione l’origine degli alimenti (nello specifico, il 18% cerca prodotti originari degli USA), il 17% il marchio (del produttore o del supermercato), mentre il 15% la sostenibilità del prodotto (confezione eco friendly e informazioni sul basso impatto ambientale).

I canali d’acquisto

Nomisma ha indagato anche sui canali d’acquisto, domandando agli statunitensi in quali punti vendita acquistassero prodotti BIO e rilevando che il 26% sceglie la grande distribuzione (online e offline), il 25%i negozi specializzati in prodotti biologici (online e offline), mentre il 14% preferisce rivolgersi direttamente al produttore. Nel complesso, secondo l’analisi, il 41% dei consumatori compra cibo biologico online, prediligendo consegna a domicilio (65%) e click&collect (25%).

L’impatto del Covid-19 sul biologico

Qual è stato l’impatto del Coronavirus e del Lockdown sul consumo dei prodotti biologici da parte degli statunitensi? Da quando è scoppiata la pandemia, secondo i risultati della ricerca, il 10% ha cercato più frequentemente rispetto al passato il marchio bio. In particolare, in relazione ai cambiamenti avvenuti nella spesa alimentare in seguito al Coronavirus, in riferimento al 2020 nel complesso, il 36% dei consumatori ha aumentato la spesa per i prodotti biologici rispetto al 2019 e addirittura il 6% ha comprato BIO per la prima volta proprio quest’anno.

Il 21% delle persone che hanno incrementato la propria spesa nel biologico durante il 2020 spiega di averlo fatto perché il BIO dà più sicurezza, il 20% ha iniziato a fare scelte più attente e consapevoli a causa dell’emergenza sanitaria e il 12% perché si ritiene più sensibile alla salute dell’ambiente e degli animali.

Il BIO Made in Italy per il consumatore statunitense

Se gli statunitensi sono molto interessati agli alimenti di origine biologica, lo sono ancor di più quando questi provengono dal nostro Paese. In particolare, dall’analisi Nomisma, emerge che gli USA posizionano l’Italia al primo posto nella top 5 per l’origine di qualità dei prodotti alimentari e il tricolore si conferma al primo posto anche quando si parla di biologico: secondo il 26% dei consumatori, infatti, siamo il Paese straniero con gli alimenti BIO di maggiore qualità, tanto che 8 persone su 10 sono disposte a pagare un prezzo più alto per avere la garanzia del Made in Italy nel BIO. Nello specifico, vino, olio extra-vergine e pasta rappresentano gli alimenti biologici per i quali l’origine italiana è più importante.

Il 43% rischia di acquistare falsi Made in Italy

Dai dati della ricerca si evince che, negli ultimi 12 mesi, il 24% degli statunitensi ha acquistato occasionalmente alimenti biologica di origine italiani, tuttavia solo il 57% delle persone controlla effettivamente in etichetta le informazioni relative alla provenienza degli ingredienti e al luogo di produzione. Questo significa che il 43% rischia di comprare prodotti che richiamano erroneamente il Made in Italy.

Gli sviluppi futuri

In prospettiva futura, non sembrano esserci ostacoli per il binomio BIO e Made in Italy: il 65% dei consumatori, infatti, si dice interessato all’acquisto di un prodotto italiano a marchio biologico se disponibile presso i canali abituali. Il 66% degli attuali non users, infatti, non ha mai provato il nostro BIO perché non lo trova nell’assortimento dei negozi abituali, mentre il 21% perché non ne conosce le caratteristiche distintive. Da ciò si intuisce che la reperibilità e la corretta informazione rappresentano le leve essenziali per accrescere la consumer base nel nostro BIO negli Stati Uniti.

ITA.BIO: la prima piattaforma per l’internazionalizzazione del biologico Made in Italy

Proprio nell’ottica di supportare le imprese bio italiane nella delicata fase di promozione dei propri prodotti sui mercati internazionali, è nata la piattaformaITA.BIO, iniziativa di Federbio e ICE, a cura di Nomisma. La piattaforma – che contiene dati e informazioni utili a disposizione delle aziende del settore – è stata sviluppata per:

  • supportare la definizione di politiche di promozione, grazie alle informazioni sui mercati di riferimento;
  • proporre soluzioni di market intelligence volte a promuovere lo sviluppo della filiera agroalimentare del Paese e la sua internazionalizzazione;
  • sostenere la promozione del biologico Made in Italy sui mercati internazionali;
  • individuare i prodotti BIO Made in Italy che hanno il maggiore potenziale all’estero, soprattutto in USA e in Cina e con particolare riferimento al canale e-commerce;
  • offrire numeri e competenze di scenario sui principali mercati di riferimento;
  • fare rete con la community, condividendo le informazioni sui mercati e aiutando a interpretare le sfide dello scenario competitivo globale.

Webinar • Le Certificazioni per prodotti cosmetici e detergenti

Feb. 3 2021

WEBINAR GRATUITO
3 Febbraio 2021
 • Ore 14.55 – 16.00

Bureau Veritas Italia propone un webinar gratuito per presentare i servizi di certificazione applicabili alle aziende che operano nel settore cosmetico.

Tra i principali vi sono:
• la ISO 22716 – La norma armonizzata al regolamento Europeo 1223/2009, che descrive i requisiti GMP (Good Manufacturing Practice) specifici per le aziende che producono e confezionano prodotti cosmetici;
• le Linee guida EffCI – European Federation for Cosmetic Ingredients, l’Associazione Europea che rappresenta le industrie chimiche produttrici di materie prime per il settore cosmetico, ha sviluppato una Linea Guida per l’applicazione delle Buone Pratiche di Fabbricazione (GMP – Good Manufacturing Practice) nella produzione di ingredienti cosmetici;
• lo standard IFS HPC per verificare la sicurezza e la qualità dei prodotti/processi dei fornitori che producono prodotti per il governo della casa e cura della persona per i principali retailers della GDO;
• lo standard RSPO per la certificazione dell’olio di palma sostenibile.

La partecipazione è gratuita previa iscrizione entro l’1 Febbraio.
Ad iscrizione avvenuta saranno fornite le credenziali per accedere alla webinar room.

PROGRAMMA

14.55 Login dei partecipanti
15.00 Presentazione dei servizi healthcare – focus settore cosmesi 
15.10 ISO 22716: Pratiche di Buona Fabbricazione dei prodotti cosmetici 
15.25 Altre certificazioni applicabili (EFfCI, IFS HPC, RSPO)
15.35 Le certificazioni BIO
15.50 Domande e risposte
16.00 Logout dei partecipanti

RELATORI

Sara Palombella, Healthcare Process Leader – Bureau Veritas Italia
Fabio Bianciardi, Sales & Marketing Leader – QCertificazioni

E’ uscito il rapporto Bio Bank 2020

74 pagine ricche di dati, informazioni e infografiche, tutte da sfogliare, leggere e consultare liberamente cliccando su questo link

In sintesi il Rapporto Bio Bank 2020 contiene:

  • Mercato del bio 2011-2020
  • Scenario del bio 2019
  • Trend 2015-2019 per le 3.476 attività bio monitorate
  • Regioni Leader 2019 per numero assoluto e per densità
  • Analisi di 6 tipologie di attività (3 di Alimenti e 3 di Cosmesi) con un set di dati ancora più ricco
  • Organismi di certificazioni e standard
  • Punti di riferimento chiave verso la transizione ecologica
  • Fonti autorevoli di dati sul bio in Italia, in Europa, nel mondo.

Visualizza il Rapporto Bio Bank 2020

IFOAM: UN NUOVO PIANO D’AZIONE PER IL BIOLOGICO

IFOAM Organics Europe ha preparato un nuovo documento che elenca le priorità chiave del movimento biologico europeo per stimolare sia la domanda che la produzione biologica attraverso il Piano d’azione europeo per l’agricoltura biologica. Secondo l’organizzazione, è necessaria una combinazione coerente di misure “tira e molla” per raggiungere l’obiettivo del 25% di terra biologica nell’UE entro il 2030, come proposto nelle strategie Farm to Fork e Biodiversity dell’UE.

Leggi l’articolo completo

BANDO MIPAAF – Oltre 4 milioni di euro per la ricerca in agricoltura biologica

Le domande dovranno pervenire entro le ore 16,00 di lunedì 22 febbraio 2021.

L’ avviso prevede una procedura di selezione pubblica per la concessione di contributi finalizzata alla presentazione di progetti di ricerca nell’ambito delle disponibilità del Fondo per la ricerca nel settore dell’agricoltura biologica e di qualità” del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Nel testo sono indicate le 8 tematiche di ricerca per le quali è possibile presentare proposte progettuali. Le domande dovranno pervenire entro il 45° giorno decorrente dalla data di pubblicazione dell’ avviso pubblico sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Visualizza il testo completo e la documentazione correlata

Webinar • Agricoltura biologica ed etica, binomio inscindibile

WEBINAR GRATUITO
19 Gennaio 2021
 • Ore 14.55 – 16.00

Bureau Veritas Italia propone un webinar gratuito per riflettere sulla necessità di abbracciare una visione a 360° della sostenibilità dei prodotti alimentari, con la partecipazione di QCertificazioni.
L’attenzione dei consumatori sulle caratteristiche dei prodotti alimentari non è una novità: anzi, possiamo dire che proprio sui prodotti alimentari convergono le aspettative più elevate di consumatori che cercano – ad esempio nel biologico – una garanzia ulteriore di salubrità e rispetto per l’ambiente.

Quando parliamo di cibo ci soffermiamo spesso sui modelli di produzione, con un focus sulla salute e la protezione dell’ambiente. Ma una adesione ai principi della sostenibilità non può dirsi completa se non si abbraccia anche la tutela dei lavoratori, che nelle campagne si adoperano per la coltivazione e la raccolta dei prodotti agricoli.

Il webinar intende far riflettere gli attori della filiera agroalimentare in modo che esprimano questa attenzione per la sostenibilità a 360° ed esigano garanzie in tal senso dagli altri anelli della filiera. Durante il webinar verranno illustrati alcuni degli strumenti più efficaci per verificare e garantire al consumatore finale condizioni di lavoro eque nella filiera.

Partecipando a questo evento, approfindisci i temi del Sustainable Development Goal 8 e 12

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione entro il 18 gennaio 2021.
Ad iscrizione avvenuta, saranno fornite le credenziali per accedere alla webinar room.

PROGRAMMA

14.55 Login dei partecipanti
15.00 La visione della Sostenibilità a 360°
– Luci ed ombre del lavoro agricolo in Italia
– Gli strumenti di monitoraggio: audit sociali, audit SMETA
– Le certificazioni: SA8000, Social Footprint
15.50 Domande e risposte
16.00 Logout dei partecipanti

RELATORI

Claudia Strasserra, Sustainability Sector Manager – Bureau Veritas Italia
Fabio Bianciardi, Sales & Marketing Leader – QCertificazioni

QCertificazioni S.r.l. a socio unico

Villa Parigini, loc. Basciano 53035 Monteriggioni (SI)
tel. +39 0577 327234 - fax +39 0577 329907 - Contattaci
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