Il carrello degli italiani è sempre più bio

Il carrello degli italiani è sempre più bio

Dati Osservatorio Sana 2021 a cura di Nomisma, Nielsen, AssoBio, Ismea e Agenzia ICE.

Il bio non è una moda: in oltre la metà delle famiglie italiane (54%), cibo e bevande bio si consumano almeno una volta a settimana e per il 50% dei responsabili degli acquisti alimentari il biologico nel carrello rappresenta sempre la prima scelta, soprattutto per alcune categorie di prodotti come frutta, verdura e uova. Ma qual è il profilo del frequent user bio? Diversi sono i fattori che incidono sull’interesse verso i prodotti bio: in primis il reddito e il titolo di studio (la quota di frequent user è più alta tra i responsabili di acquisto con reddito mensile e titoli di studio medio-alti), ma anche la composizione del nucleo familiare (dove ci sono figli e, in particolare, bambini con meno di 12 anni, la percentuale di user abituali cresce fino al 62%). Anche le abitudini alimentari influenzano il consumo frequente di prodotti bio: nelle famiglie in cui ci sono vegetariani o vegani il tasso di frequent user bio sale al 76%.

La dinamica dei consumi e le vendite nei diversi canali si è resa possibile grazie all’evoluzione degli assortimenti, tantopiù che il 52% dei consumatori si dichiara soddisfatto rispetto all’offerta a scaffale (anche se solo l’11% lo è completamente). Questo ha innalzato il livello di fedeltà di molte famiglie italiane, che non hanno modificato le proprie abitudini di acquisto verso il bio neanche durante la pandemia: il 62% degli user bio, infatti, continua a comprare bio come nel pre-Covid e il 25% ha addirittura aumentato la propria spesa, spinto da necessità salutistiche e scelte sostenibili sempre più impellenti.

Complessivamente tra gli attributi incentivanti all’acquisto di biologico c’è la provenienza: il 57% decide di comprare un prodotto bio se gli ingredienti sono di origine italiana e il 37% se la sua provenienza è locale o a km zero.
Ma qual è la leva che guida il primo acquisto? Sicuramente la curiosità (per un 57%), ma ancor di più la voglia di mettere a tavola prodotti di elevata qualità che garantiscano benefici sulla salute (64%) poiché privi di pesticidi e chimica di sintesi. Tra i fattori che invece continuano ad attrarre i consumatori abituali, compaiono anche altri valori che il bio incorpora, primo tra tutti la sostenibilità: il rispetto della biodiversità, del suolo, il benessere animale ma anche il giusto compenso per i lavoratori agricoli che lo producono rappresentano dei buoni motivi per comprare un prodotto alimentare biologico secondo il 39% dei consumatori.

Visualizza i dati completi. (Fonte Osservatorio SANA)


Ortaggi Nickel Free

21 settembre 2021 • Webinar • Bureau Veritas partecipa al webinar di Toxicon

BIO ECO COSMESI: QUALE PUNTO DI INCONTRO TRA SICUREZZA E CERTIFICAZIONE?

WEBINAR GRATUITO
21 Settembre 2021 • Ore 11.00 – 12.15

Il gruppo Bureau Veritas Italia sarà partner tecnico di Toxicon in occasione di un webinar gratuito nel quale sarà illustrato il rapporto tra le certificazioni Eco Bio sostenibili nel settore cosmetico e gli aspetti relativi alla sicurezza del prodotto finito.

La gamma di certificazioni è ampia e articolata, con numerosi regolamenti e standard internazionali (alcuni privati) che possono essere adottati su base volontaria dalle aziende del settore. Alcuni di essi riguardano la valorizzazione del prodotto (Bio Eco Cosmesi AIAB e Qualità Vegana), altri le modalità di produzione dei cosmetici (ISO 22716), altri ancora la filiera delle materie prime (ISCC PLUS). Per contro, la ricerca di materie prime e di ingredienti idonei a soddisfare i requisiti di certificazione deve misurarsi con la necessità di dati tossicologici robusti per poter garantire la sicurezza del prodotto cosmetico.

Grazie al dialogo in advance – fin dalla fase di ideazione del prodotto cosmetico e del suo packaging – tra aziende del settore cosmetico, enti di certificazione e tossicologi valutatori della sicurezza è possibile realizzare con successo progetti e prodotti in grado di raggiungere senza difficoltà entrambi gli obiettivi: la sicurezza e la certificazione in tema di eco e bio-sostenibilità.

Durante il webinar saranno proposti dei casi di successo nei quali la certificazione Bio Eco Cosmesi AIAB ha fatto la differenza.

La partecipazione è gratuita previa iscrizione!

PROGRAMMA

10:55 Login dei partecipanti
11:00 Apertura dei lavori
11:05 Gli standard Bio Eco Cosmesi AIAB, Qualità Vegana, ISO 22716, ISCCPlus
11:35 La valutazione della sicurezza dei cosmetici con ingredienti di origine vegetale o naturali
12:05 Domande e risposte
12:15 Conclusione dei lavori

RELATORI

Cristiana Guerranti, Responsabile Area Controllo Non Food QCertificazioni – Gruppo Bureau Veritas Italia
Fabio Bianciardi, Sales Manager QCertificazioni – Gruppo Bureau Veritas Italia
Raffaella Butera, Toxicon srl
Fabio Lunghi, Toxicon srl

Approvata la versione 11.0 del PSRN

E’ online la versione 11.0 del Programma Sviluppo Rurale Nazionale approvata con Decisione della Commissione C(2021) 6136 del 16.08.2021 e gli allegati.

Il Programma di sviluppo rurale nazionale (PSRN 2014-2020), cofinanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) di cui al Reg. (UE) n. 1305/2013, è lo strumento attraverso cui il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) mira a sostenere e sviluppare le potenzialità delle zone rurali in tutto il territorio italiano.

Nell’ambito della programmazione delle risorse del fondo FEASR, d’intesa con la Conferenza Stato Regioni (delibera del 16 gennaio 2014) al PSRN 2014-2020 è stato assegnato un ammontare di risorse pubbliche pari a circa 2 miliardi di euro.
Il Programma, elaborato in stretta collaborazione con i partner di cui all’art. 5 del Reg. (UE) n. 1303/2013, che stabilisce le norme comuni applicabili a tutti i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE 2014/2020), tra i quali è ricompreso il FEASR, è stato approvato dalla Commissione Europea con Decisione (C2015) 8312 del 20/11/2015.

Scarica il PSRN. (Fonte MiPAAF)

BIO, numeri in crescita in tutta Europa

Numeri in crescita in tutta Europa. Più vicini gli obiettivi del Green Deal, ma la stella italiana ora brilla di meno

L’edizione 2021 di Biofach, il tradizionale salone del biologico di Norimberga, si è tenuta on-line, ma già le tessere degli espositori dell’edizione di febbraio 2020 raccomandavano di sorridersi, invece di stringersi le mani. Analizzare l’andamento dei mercati in un anno segnato dal Covid e dal suo drammatico impatto sui consumi è un esercizio rischioso.

Leggi l’articolo completo. (Fonte Terra e Vita)


VINO SEMPRE PIU’ BIO

Il bio avanza anche nella filiera vitivinicola: in Italia, nel 2020, 4 bottiglie di vino su 100 sono biologiche, ma il fenomeno è in forte crescita in tutto il mondo sia in termini di estensioni delle superfici vitate che di interesse del consumatore, sempre più attento all’impatto della produzione alimentare sull’ambiente. A fotografare tendenze e dimensione strutturale del settore, con particolare riferimento al contesto italiano, è il report “La filiera vitivinicola biologica” , ultimo quaderno di una collana tematica dedicata al mondo del bio promossa dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e realizzata dall’ Ismea in collaborazione con CIHEAM-Bari, nell’ambito delle attività del Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica (SINAB).

L’Italia è sul podio insieme a Spagna e Francia quanto a superficie biologica a vite nel mondo, con il 18, 8% dei vigneti biologici e una superficie di oltre 100 mila ettari più che raddoppiata dall’anno 2009. Alla campagna 2020-2021 si contano 2.139 cantine certificate.

Leggi l’articolo completo. (Fonte Terra e Gusto)

Leggi il report “La filiera vitivinicola biologica”. (Fonte SINAB)


QCertificazioni a SANA 2021

QCertificazioni sarà presente alla fiera SANA, salone internazionale del biologico e del naturale, che si terrà a Bologna dal 9 al 12 Settembre.

Lo stand si troverà all’interno dello spazio espositivo di FederBio, Padiglione 37Stand E22 F21

SANA si presenta con un format arricchito in contenuti e iniziative che andranno ad accrescerne la visione di filiera.
Un nuovo progetto espositivo che prevede sei aree tematiche: ORGANIC FOOD, CARE&BEAUTY, GREEN LIFESTYLE, SANATECH, SANA TEA e FREE FROM HUB.

Scrivi una mail all’indirizzo lettera@qcsrl.it e ricevi il tuo biglietto gratuito!


Nuove disposizioni di sicurezza: Green Pass o tampone rapido per accedere a SANA (visualizza informazioni)

Ortaggi Nickel Free

Ortaggi “Nickel Free”

Gli ortaggi “Nickel Free” proteggono chi soffre di allergia a questo metallo pesante.

I prodotti Nickel Free non rientrano nelle voci della farmacopea ufficiale; eppure servono a non far stare male le persone che soffrono di allergia al nichel (circa il 5/6% della popolazione). Infatti da quando se ne è compresa l’importanza, gli alimenti che non contengono nichel sono sempre più oggetto di interesse da parte del settore food.

Ma come fa un produttore a ottenere un’orticola Nickel Free? Ne abbiamo parlato con Mario Cugno dell’ente certificatore Bureau Veritas, al quale abbiamo chiesto l’importanza di una certificazione Nickel Free nel contesto dell’odierno mercato al consumo dei prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati.

Leggi l’intervista completa.


14 luglio 2021• Webinar • La valorizzazione del prodotto agroalimentare e le certificazioni regolamentate: DOP, IGP, Biologico

WEBINAR GRATUITO
14 Luglio 2021
 • Ore 14.55 – 16.00

Bureau Veritas Italia e QCertificazioni propongono un webinar gratuito di aggiornamento per illustrare e condividere con tutti gli operatori del settore agroalimentare, le proprie esperienze, la loro visione e i lori servizi sull’importante tema della valorizzazione delle produzioni agrolimentari e di quei metodi di produzione innovativi e sostenibili. Con un focus importante sulla certificazione dei prodotti Biologici (anche alla luce del nuovo regolamento 848/2018) e DOP/IGP.

In un mercato sempre più globalizzato, in continua e rapida evoluzione, nel quale le condizioni mutano con grande dinamismo e dove il consumatore diventa sempre più attento, più informato (anche grazie alla diffusione capillare effettuata dai mass media e da Internet) e consapevole delle scelte che adotta, anche le aziende del settore agroalimentare devono essere in grado di adeguarsi prontamente alle nuove situazioni che si vengono a creare. In questo panorama, la richiesta di qualità da parte dei consumatori è sempre più insistente, e chi vuole rimanere sul mercato, non può dimenticarsene.
 
Le certificazioni di prodotto secondo il regolamento CE 1151/2012 (dop/igp) e Regolamenti CE 834/07 (Certificazione biologica), permettono di dimostrare alle imprese il proprio impegno per una produzione responsabile e di qualità.

La partecipazione è gratuita previa iscrizione entro il 13 luglio 2021.
Ad iscrizione avvenuta ti forniremo le credenziali per accedere alla webinar room.

PROGRAMMA
14.55 Login dei partecipanti
15.00 Presentazione Bureau Veritas Italia
15.05 La certificazione DOP/IGP
15.25 La certificazione Biologica
15.50 Domande e risposte
16.00 Logout dei partecipanti 

RELATORI
Gianni Baldini, Product Line Manager Food – Divisione Certificazione Bureau Veritas Italia
Fabio Bianciardi, Responsabile Commerciale – QCertificazioni

30 anni di BIO

di Alberto Bergamaschi

Sono passati 30 anni dall’inizio ufficiale dell’epoca del Biologico. Un periodo di tempo che, mi ricordo molto bene, e ho anche la percezione del periodo precedente. Erano anni molto complicati, in cui con una fortissima spinta dal basso, era iniziata una disperata ricerca di prodotti molto più sani e buoni, organoletticamente parlando, rispetto a quelli normalmente reperibili sul mercato. Non ci dimentichiamo che questa richiesta dal basso era stata un passo necessario per la salvaguardia della nostra incolumità. Era, infatti, il periodo delle bibite coloratissime: la menta era di un verde smeraldo introvabile naturalmente, l’aranciata si pavoneggiava di un arancione molto intenso, tanto che vietato il colorante, le case produttrici erano state costrette a uscire con bottiglie arancioni, per non creare un’eccessiva difformità cromatica. Anche tutti gli altri gusti non rispettavano la normalità, ma erano molto incisivi, sia cromaticamente che gustosamente. Non dimentichiamoci che, in quel periodo ci eravamo appena liberati dai distributori agli angoli delle strade, in cui potevi acquistare dei contenitori in plastica esposti tutto il giorno al sole, riempiti di acqua zuccherata e colorata in modo ossessivo. Quanto di meno salutare, inconsapevole e innaturale fosse possibile. In contrapposizione, come spesso accade nei momenti più difficili, erano sorto un commercio forsennato di prodotti che, a seconda del paese in cui erano commercializzati, si potevano chiamare: biologici, ecologici e organici. Questi prodotti si stavano diffondendo a macchia d’olio anche se la loro origine produttiva era, quanto meno, molto confusa. Si incominciò a venderli anche accompagnati da certificati, ma i disciplinari erano estemporanei e la certificazione era svolta soprattutto da appassionati della loro filosofia e non da veri esperti del settore. L’Europa fu, pertanto, obbligata a intervenire per mettere ordine in questo mercato allora di nicchia, ma che aveva tutte le caratteristiche di potere ampliarsi in modo interessante, soprattutto, ripeto perché la richiesta dei prodotti era partita dal basso e non, come al solito, imposto dall’industria. E allora esattamente trent’anni fa, il 24 giugno 1991, venne pubblicato il Reg. CEE N.2092/91, che conteneva per noi appassionati del prodotto e della sua etica, ma non grossi conoscitori del concetto di certificazione, degli aspetti innovativi: come prima cosa il disciplinare era unico a livello europeo e causò la fine dei molteplici disciplinari di convenienza, scritti con lo scopo di favorire certe produzioni locali, si era inoltre definito le caratteristiche che doveva avere un organismo di certificazione. Era in realtà una certificazione un po’ anomala: non essendoci nessuna prova analitica che potesse verificare che un prodotto fosse biologico. Per arrivare all’obiettivo nell’attività di certificazione, occorreva, infatti, utilizzare le informazioni raccolte, principalmente con visite ispettive, mirate per avere una ragionevole certezza che il prodotto esaminato potesse fregiarsi della qualificazione di biologico.

Forse è proprio per questo motivo che gli organismi di certificazioni autorizzati alla certificazione del prodotto biologico, fossero all’inizio composti soprattutto dagli appassionati di questa procedura che, se da un lato sono stati molto importanti per la sua diffusione, dall’altro hanno potuto spingere un produttore a esternare in modo ingenuo, ma convinto davanti a me, che rappresentavo la certificazione ufficiale, che lui era talmente biologico che gli bastava toccare il prodotto per farlo diventare tale, anche se non lo era.

Questo racconto, per farvi capire quanto è stato necessario in questi trent’anni fare crescere il mercato in tutte le sue componenti: la produzione, la trasformazione, la certificazione e il controllo della certificazione (il controllo dei controllori). In cui tutti, presi dalla passione, abbiamo cercato di alzare il livello, per permettere, tutti insieme, la consapevolezza dell’acquisto. Così, poco alla volta, lo scetticismo ha lasciato il posto alla fiducia e le affermazioni, più di facciata e di comodo che di sostanza, hanno lasciato il posto a critiche costruttive che sono riuscite a migliorare, passo dopo passo, la percezione del prodotto biologico, facendolo diventare quello che è adesso: un traino insostituibile per l’agroalimentare e non solo.


Fondo da 5 milioni di euro a sostegno delle mense scolastiche bio

5 milioni di euro alle Regioni italiane per sostenere le mense scolastiche biologiche per l’anno 2021. E’ stata raggiunta l’intesa in Conferenza Stato Regioni sul decreto del Ministero delle Politiche Agricole, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, sul riparto del Fondo per le mense scolastiche biologiche per l’anno 2021.

Il Fondo è assegnato a tutte le Regioni e Province autonome e permette di ridurre i costi a carico delle famiglie beneficiarie del servizio di mensa scolastica biologica e di realizzare iniziative di informazione e di promozione nelle scuole per un’alimentazione equilibrata. In particolare, il 14% del Fondo è dedicato all’incremento dell’informazione e promozione di iniziative alimentari in materia di agricoltura biologica, ad eccezione dell’Emilia-Romagna, unica Regione che risulta avere già soddisfatto il criterio. 

Visualizza il testo completo. (Fonte SINAB)


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